Nelle svariate situazioni che la vita ci propone ogni giorno esiste sempre il rovescio della medaglia, ne ho avuto la prova stamattina..
Stagista di redazione confermata per altri tre mesi e adesso anche retribuita (parolone, ma almeno fa più effetto di “rimborsata”) , oggi ho ricevuto due notizie: una buona e una cattiva.
Il direttore mi chiama per parlarmi, ed esordisce:
“Quando a settembre sarà terminato il tuo stage, continuerai lo stesso a lavorare per noi”.
Nuntio vobis gaudium magnum: habemus pactionem!!! (Chiedo scusa per gli eventuali errori del mio latino arruginito..)
Penso: mi hanno presa, ce l’ho fatta, ho un contratto, un qualcosa che mi permetta di uscire dal baratro del precariato! Non sarò più una stagista, sarò una lavoratrice! Atipica, ma lavoratrice!
Il contratto non l’ho avuto, ma una delle più grandi soddisfazioni della mia vita lavorativa milanese sì
A novembre uscirà un numero del giornale su un argomento a cui ho dedicato due mesi di ricerca di informazioni, contatti e notizie, e il direttore ha deciso (giustamente aggiungerei) di assegnarmi un pezzo, finalmente retribuito.
Grandioso! sarà il mio primo pezzo vero, la mia prima inchiesta vera in un giornale che adoro, altro che articoletti del cacchio..queste si che sono soddisfazioni!
Chiamo i miei: felicissimi e orgogliosi..ma il ritorno alla realtà è duro..se riuscissi ad inserire degli effetti sonori metteri quelli di un corpo che cade dall’altezza di tre metri..plof!
A settembre finirà la mia esperienza di stage, non potrò neanche più definirmi una precaria, sarò semplicemente un’inoccupata e quando finiranno i soldi del mio ultimo rimborso spese, sarò anche una poverella..
Poverella, ma orgogliosa e fiera di aver scritto una pagina di storia del mio giornale..tu chiamale se vuoi, soddisfazioni..
